Intervento del Preside di Scienze della Seconda Università di Napoli
Prof. Nicola Melone




Il preside della facoltà di Scienze ha aperto il suo intervento rivolgendosi alla
pericolosità del pensiero unico. "Il pensiero unico è terribile, preoccupa la società" - ha dichiarato il preside il quale ha sostenuto fortemente la tesi
che nel terzo millenio è necessario al contrario accettare la biodiversità che è
la fonte della vita. La preoccupazione del preside riguarda il pensiero che può
tramutarsi in una forma di dittatura sociale. "Oggi tutti parlano di società della conoscenza
e che le risorse fondamentali per lo sviluppo sono rappresentate da un bene immateriale, dunque la scuola, l'università sono i motori dello sviluppo
di questa società. L'università deve fare la sua parte e con il patto di Lisbona vi è impegno
insieme all'Unione Europea a rivitalizzare le società della sapere.
La scuola deve funzionare insieme all'università però occorrerebbe
una politica alla ricerca scientifica, l'attuale riforma della scuola superiore ha
mortificato le aspirazioni di docenti.
Io oggi parlando con i docenti hanno vergogna di farsi chiamare docenti.
Mi ricordo invece che tempo fa un professore di lettere, matematica, scienze era un punto
di riferimento.
Un altro problema riguarda l'aggiornamento. Non è detto che l'aggiornarsi in modo veloce e immediato
giovi a qualcuno. L'aggiornamento deve avvenire in modo prudente.
Ciò nonostante la ricerca italina spende meno dell'1% del pil mentre l'india investe il 5% e la Cina investe il 10%.
Allora quale tipo di sapere bisogna dare al cittadino, alla formazione degli adulti?
Si rischia in un paese come il nostro di subìre l'ipertrofia formativa.
Vediamo di capire quali sono i problemi,
dove deve andare a finire, L'Italia dei santi poeti navigatori.
Mi sembra che il nostro paese sia solo il paese dei medici, giuristi, economisti, psicologi.
La nostra gioventù ha avuto un distacco dai corsi di laurea in chimica e solo la chimica
può salvare l'ambiente. C'è bisogno di una cultura diffusa che consenta al cittadino
di ottenere un ventaglio culturale ampio.
Da quì si può desumere come la legge sul referendum sia indecente, è un teorema di matematica.
Anche l'educazione permanente che qualcuno ha messo al centro dell'attenzione
bisogna cercare di cambiarla.
E non vengono meno i problemi di mercato, iniziando dall'internazionalizzazione.
Allore quali sono le soluzioni al problema? Esportare le leggi in quanto si potrebbe
arrivare ad una competizione leale tra la Cina e gli altri paesi del resto del mondo ,
oppure puntando sulla sicurezza che è un'altra barriera per i cinesi.
Ed infine puntando anche sulla delocalizzazione".

è una realizzazione editoriale THE MOMENT